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Partita IVA

Calcolatore netto partita IVA forfettaria

Stima netto, contributi e imposta sostitutiva di una partita IVA in regime forfettario, con codice ATECO, gestione previdenziale e imposta agevolata 5%.

Aggiornato a maggio 2026 · Valori anno fiscale 2026

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Guida semplice

Forfettario senza paura: come si arriva al netto

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per partite IVA con ricavi fino a 85.000 EUR all'anno. Si paga un'unica imposta sostitutiva (15% o 5% per le nuove attività), niente IVA in fattura, niente IRPEF e niente addizionali. La parte difficile è capire come si arriva al netto: bisogna ragionare per passaggi.

1. Codice ATECO e coefficiente di redditività

Nel forfettario non si tolgono i costi reali: lo Stato presume che una parte del fatturato sia 'costo' tramite un coefficiente legato al codice ATECO. Esempi: liberi professionisti 78%, altre attività di servizi 67%, commercio 40%, edilizia 86%. Il coefficiente moltiplicato per il fatturato da il reddito imponibile lordo.

2. Contributi previdenziali (e sì, sono deducibili)

Sul reddito imponibile lordo si calcolano i contributi previdenziali, che dipendono dalla gestione (Gestione Separata INPS 26,07% o 24%, INPS Artigiani/Commercianti 24-24,48%, casse private 14-19%). I contributi versati si sottraggono dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta.

3. Imposta sostitutiva 15% o 5%

Sul reddito imponibile netto (dopo contributi) si applica un'unica imposta: 15% in regime ordinario, 5% per i primi 5 anni se sei una nuova attività e rispetti i requisiti (no attività simile precedente, no prosecuzione di lavoro dipendente). Niente IRPEF, niente IVA, niente IRAP, niente addizionali.

4. Quanto mettere da parte

Una buona regola: ogni mese accantona su un conto a parte la quota di contributi + imposta divisa per 12. Così a fine anno e in occasione degli acconti non ti trovi scoperto. Il tool ti suggerisce un'ipotesi mensile.

5. Quando il forfettario non conviene più

Sopra gli 85.000 EUR di ricavi esci dal regime. Sopra circa 40.000 EUR di reddito imponibile, gli sgravi del forfettario possono ridursi se hai molti costi reali deducibili: il regime ordinario potrebbe diventare più vantaggioso. Verifica sempre con il commercialista.

Casi d'uso tipici

  • Stimare quanto rimane con 50.000 EUR di fatturato come consulente.
  • Capire quanto fatturare per raggiungere 2.500 EUR netti al mese.
  • Confrontare imposta sostitutiva al 5% e al 15%.
  • Capire l'impatto di una cassa professionale (Inarcassa, Forense, ENPAM).

Nota importante

Stima educativa con aliquote 2026 (circ. INPS 8/2026 per Gestione Separata, 14/2026 per Artigiani/Commercianti). Non considera minimali contributivi (per artigiani/commercianti i contributi minimi ~4.521-4.612 €/anno sono dovuti a prescindere dal reddito), riduzioni contributive (es. 35% per artigiani in forfettario, su richiesta), rivalsa INPS in fattura, acconti, bollo virtuale, gestione INAIL e soglie di accesso/uscita dal regime. Non sostituisce il commercialista.

Domande frequenti

Risposte rapide ai dubbi più comuni

Il coefficiente di redditività cosa rappresenta?

È la percentuale di fatturato che il fisco considera reddito imponibile. Dipende dal codice ATECO. Per i professionisti (avvocati, ingegneri, consulenti con Ordine) e 78%, per molti freelance digitali e 67%, per il commercio e 40%, per l'edilizia 86%.

Posso dedurre i costi reali (PC, abbonamenti, software)?

No, nel forfettario i costi sono già stimati dal coefficiente. Per chi ha pochi costi è un grosso vantaggio, per chi ha molti costi può non convenire più del regime ordinario.

Come funziona il 5% per i primi 5 anni?

Se apri una nuova attività e rispetti i requisiti (non hai esercitato la stessa attività nei 3 anni precedenti, non è una prosecuzione mascherata di lavoro dipendente), per i primi 5 anni l'imposta sostitutiva è al 5% invece del 15%. Dal sesto anno torni al 15%.

Il tool calcola anche acconti, IRPEF e bollo?

No, è una stima del netto annuo di competenza. Acconti (giugno e novembre), bollo virtuale 2 EUR sopra i 77,47 EUR di fattura, eventuali rivalse INPS in fattura e gestione INAIL vanno gestiti separatamente con il commercialista.

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