Forfettario senza paura: come si arriva al netto
Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per partite IVA con ricavi fino a 85.000 EUR all'anno. Si paga un'unica imposta sostitutiva (15% o 5% per le nuove attività), niente IVA in fattura, niente IRPEF e niente addizionali. La parte difficile è capire come si arriva al netto: bisogna ragionare per passaggi.
1. Codice ATECO e coefficiente di redditività
Nel forfettario non si tolgono i costi reali: lo Stato presume che una parte del fatturato sia 'costo' tramite un coefficiente legato al codice ATECO. Esempi: liberi professionisti 78%, altre attività di servizi 67%, commercio 40%, edilizia 86%. Il coefficiente moltiplicato per il fatturato da il reddito imponibile lordo.
2. Contributi previdenziali (e sì, sono deducibili)
Sul reddito imponibile lordo si calcolano i contributi previdenziali, che dipendono dalla gestione (Gestione Separata INPS 26,07% o 24%, INPS Artigiani/Commercianti 24-24,48%, casse private 14-19%). I contributi versati si sottraggono dal reddito imponibile prima di calcolare l'imposta.
3. Imposta sostitutiva 15% o 5%
Sul reddito imponibile netto (dopo contributi) si applica un'unica imposta: 15% in regime ordinario, 5% per i primi 5 anni se sei una nuova attività e rispetti i requisiti (no attività simile precedente, no prosecuzione di lavoro dipendente). Niente IRPEF, niente IVA, niente IRAP, niente addizionali.
4. Quanto mettere da parte
Una buona regola: ogni mese accantona su un conto a parte la quota di contributi + imposta divisa per 12. Così a fine anno e in occasione degli acconti non ti trovi scoperto. Il tool ti suggerisce un'ipotesi mensile.
5. Quando il forfettario non conviene più
Sopra gli 85.000 EUR di ricavi esci dal regime. Sopra circa 40.000 EUR di reddito imponibile, gli sgravi del forfettario possono ridursi se hai molti costi reali deducibili: il regime ordinario potrebbe diventare più vantaggioso. Verifica sempre con il commercialista.
Casi d'uso tipici
- Stimare quanto rimane con 50.000 EUR di fatturato come consulente.
- Capire quanto fatturare per raggiungere 2.500 EUR netti al mese.
- Confrontare imposta sostitutiva al 5% e al 15%.
- Capire l'impatto di una cassa professionale (Inarcassa, Forense, ENPAM).
Nota importante
Stima educativa con aliquote 2026 (circ. INPS 8/2026 per Gestione Separata, 14/2026 per Artigiani/Commercianti). Non considera minimali contributivi (per artigiani/commercianti i contributi minimi ~4.521-4.612 €/anno sono dovuti a prescindere dal reddito), riduzioni contributive (es. 35% per artigiani in forfettario, su richiesta), rivalsa INPS in fattura, acconti, bollo virtuale, gestione INAIL e soglie di accesso/uscita dal regime. Non sostituisce il commercialista.